Disperato Erotico STOFF - Una difficile compilazione


Una volta a stagione io ed alcuni compagni del Liceo -amiamo riferirci a noi stessi come a "La crema della classe VD"- organizziamo serate ad elevato tasso nostalgico per incontrarci e fare il punto riguardo la situazione delle nostre esistenze.

Tra me ed uno di questi (che, musicalmente parlando, è del mio stesso tipo antropologico) vige una tradizione per cui io gli debba preparare un cd con le canzoni più belle che ho ascoltato dall'ultima volta che ci siamo visti. Non c'è alcuna linea guida da rispettare, nessun genere, nessuna epoca, nessun trend: semplicemente gli 80 minuti di musica cui ho dedicato più tempo o, sarebbe meglio dire, che più mi hanno colpito nei mesi appena derubricati.
È un lavoro estenuante perché mi servirebbe un cd della durata di una giornata e mezzo per raccogliere tutto il "vissuto" musicale immediatamente trascorso e non solo un'ora e venti. Tuttavia è anche un passatempo bellissimo perché le canzoni si trasformano da emozioni sonore a emozioni visive, memorie, stati d'animo e sentimenti  e, oltre a questo, il farlo mi ricorda quand'ero adolescente o poco più e compilavo decine e decine di cassettine da ascoltare in macchina, la cui l'ultima canzone in fondo al lato A diventava anche la prima del lato B perché il nastro dall'altra parte non era stato in grado di contenerla tutta. Insomma, quelle "cose preziose" andate perse ai tempi dei download e dei canc selvaggi ma che, con questa occasione, è bello rivivere e rinverdire.

Il top erano i "Misto merda" del mio amico Luca Ricchi

È davvero uno sporco mestiere perché non è sufficiente individuare quella ventina scarsa di pezzi che devono descrivere il fiume di parole che una cena e le successive mille birre al pub non potrebbero racchiudere, ma anche perché occorre dar loro un senso, inanellarle senza errori di buon gusto o di sintassi, trovare un immaginario filo d'Arianna tra la coda della canzone che sta finendo e l'attacco di quella che segue. Non bastasse, per quanto alternare pezzi "dentro" e pezzi "fuori" o scarrellare canzoni cariche una via l'altra quasi fosse la classica mitragliata da pogo di un concerto rock e poi culminare in un climax soft... per quanto, dicevo, questi siano trucchi che funzionano sempre, in casi come il mio è necessario prestare attenzione anche ai generi, essere capaci di abbinare, che so, una tenera ballata dei REM ad un pezzo post rock che conosciamo io e forse le groupies dei musicisti che l'hanno composto, buttare nella mischia Lucio Dalla augurandosi che i National a distanza di due tracce non gli siano di troppo imbarazzo, e cose così.

Detto questo, e back to essentials, scegliere una serie di canzoni e per me è molto più che salutare il passato appena trascorso. 
Nella selecta possono comparire le canzoni che ascoltavo quando fuori c’era un freddo becco e faceva buio avanti sera, quelle che mi hanno accompagnato sull'Estense mentre andavo al lavoro, quelle che ricollego a momenti della mia vita in cui ho lasciato un po' di pelle sulla strada, quelle che mi riportano in Irlanda, in Croazia o nelle Marche, le colonne sonore di programmi visti e rivisti, quelle che son state una splendida avventura, una sveltina dagli sguardi complici o una tenera amicizia, oppure quelle, ancora, davanti a cui mi son detto:"Bene, questa me la imparo con la chitarra e la suono finché non divento di gomma".

Originariamente, quanto appena scrittto doveva essere "niente più" di uno status di facebook ma, dato che mi sto lentamente imponendo l'obbligo etico di non aggiornare i miei stati più di una volta al giorno e di non superare tot caratteri, ho preferito deviare i miei pensieri sul blog. 
È più forte di me: devo scrivere per svuotare la testa e da qualche parte devo pur farlo.
Guarda caso ho un blog, e allora pronti!

01. Intro - The XX. Il 2014 è stato l'anno dei Mondiali. Vero. Ma ancor più vero è che è stato l'anno di Storie Mondiali di Federico Buffa. "I Mondiali hanno scandito i tempi della nostra vita e scandiranno quelli di chi verrà". Certo è che l'Avvocato ha scandito i tempi della mia vita davanti a Sky, con me intento a ascoltare avidamente ogni parola che pronunciava, a vergare appunti su appunti sul mio taccuino e a ripetere a oca, per tutte le settimane che son seguite, ogni aforisma di Buffa che, senza nemmeno accorgermene, stavo mandando a memoria e rendevo parte del mio comune parlare.



02. Arcade Fire - Afterlife (live). Il celebrato e decantato album dei canadesi a me non aveva detto proprio un cazzo. Lo avevo distrattamente sentito planando con entrambe le sopracciglia fino a quando una delle mie opinion leader musicali, quella cui mi rivolgo quando sono a secco di ascolti, mi aveva linkato questo pezzo e, non appena m'è arrivato al corazon è stata come un'epifania. Ho sciupato occhi e orecchie a guardare e ascoltare il video (questi hanno un senso spaventoso per la fotografia), e sicuramente ho sciupato ed esaurito anche la pazienza di chi ha la sfortuna di ascoltare le mie playlist.

03. Lorde - Buzzcout Season. Ok, questa sembra Cristina D'Avena strafatta di ketamina, vestita con du straz comprati in Montagnola e che di cantare le è rimasta appena una remota intenzione. E di certo i due scappati di casa da cui si fa accompagnare non migliorano la situazione. Ma alle 6.30 del mattino, quando sei appena salito in macchina e la tua mente sta lentamente recuperando le informazioni lavorative del giorno prima, individuando le urgenze, stabilendo il planning e illudendoti che oggi nessuno romperà i coglioni oltre maniera, questa canzone, per quei tre minuti scarsi, ti proietta in un'altra dimensione, in cui everything grey diventa a better place to play e in cui tutto sembra pacato e ovattato, lontano anni luce dalle beghe che tempo dieci minuti sarai costretto ad affrontare a muso duro e berretto abbassato sugli occhi. Poi, quando finisce, scompare l'atmosfera idilliaca e ti ritrovi dietro al classico corriere che fa i 30 km/h in discesa e che supererai, sì e no, a dieci metri dal cancello dell'azienda.



04. Midnight - Coldplay. Una sera son capitato su Sky Arte, cosa che non accade mai. Stava andando in onda un live dei Coldplay. Dire che mi sono incantato davanti allo schermo con la bocca aperta non rende l'idea: un gioco di luci e colori davvero magnetico. Avrei potuto optare per un'altra canzone e scegliere A sky full of stars perché A) credo che sia nella top five delle canzoni mai scritte da Chris Martin & co. e B) perché ogni volta che la riascolto l'associo alla campagna elettorale di Max ed il piacevole ricordo è divenuto inscindibile. Mi sono però deciso per questa. Non so, ha qualcosa di magico, in America Latina la definirebbero "La Mistica", ecco, qualcosa del genere.



05. Opale - Alcest. Marche, primavera 2014. Meravigliosa gita con la donna familias, Berta e la Mi sulle colline tra Ascoli e Macerata. Per radio passano musica e parole scelte dal Pippinzaghi di Maranello. Di almeno quattrocentoventi canzoni che lasciano il tempo che trovano, rimango stregato dal riff e dalla voce di questo pezzo. Post rock di vecchia scuola, di chi magari è arrivato dopo i Sigur Ros, gli Explosions in the sky, i Mogwai e compagnia cantante ma che, sarà un caso oppure no, è riuscito a pescare la matta dal mazzo. Ormai ho perso il conto delle volte che son stato nelle Marche e tutti sanno quanto ne sia innamorato, tant'è che pure la mia vicina di casa mi ha recentemente chiesto come mai non ci fossi andato anche quest'estate e perché le avessi tradite con la Croazia. Beh, credo che ci tornerò e che ci tornerò presto, e credo pure che nel mio immaginario non ci sarà altra canzone a parte questa che me le potrà mai ricordare meglio.



06. Voglio una pelle splendida - Afterhours ft Samuel Romano. Di questa canzone ho già abbondantemente parlato qui e altri dopo di me l'hanno fatto anche meglio. Non posso aggiungere altro se non dire che appartiene a quella ristretta categoria di pezzi che fanno "sanguinare. La inserisco nella selezione perché andare al ventennale concerto di "Hai paura del buio?" è stata una sensazione never felt before. Non voglio entrare nel merito del chiedersi se da parte di Agnelli e soci fosse opportuno replicare lo stesso show esibito una generazione prima, se sia stata una buona o una cattiva idea, se abbiano suonato bene e se abbiano scelto le migliori carte da giocare. 
A didascalia di questi pensieri m'è rimasta in testa la frase del mio amico Bonetti:"Gli Afterhours sono stati una bella stagione della nostra vita". Ebbene, ho sempre pensato che questa canzone avesse un destino scritto, quello di "fare male". Forse però, alla luce di quanto detto da Bonetti, non era vero. Semplicemente l'avremmo capita dopo, a giochi fatti, guardandoci indietro con la serenità degli anni messi alle spalle. In inglese si direbbe:"No harm, no foul" che è un po' meno che "tutto bene quel che finisce bene" ma un po' più di "senza un finale che faccia male", e che forse, anche se non spiega tutto, quanto meno basta e avanza.

07. My eyes - Travis. La donna con cui condivido frigo e chiavi di casa l'ha definita "La classica canzone per innamorarsi". Non avrei potuto trovare migliore tag-line.

08. Vacanze Romane - Antonella Ruggiero ft Rhapsodija Trio. Potrei semplicemente dire:"Passo e chiudo" ma succede che, per combinazione, inserisco questa canzone in uno dei miei cd. A dir la verità quando l'ho fatto non ne avevo nemmeno il chiaro proposito, anzi. Avevo il mio classicissimo cd da 80', perchè, vi faccio lo spiegone, nella mia macchina l'inserto per una chiavetta mp3 non ce l'ho, per cui avevo riempito una compila quasi fino all’orlo e m'erano rimasti quei quattro minuti che mi scocciava sperperare in neinte. Browse che ti browse, pesco l'Anto e ce la butto dentro. Al termine di una cena romantica, di quelle che di tanto in tanto è importante organizzare se non si vuol incappare in una diffida, e dopo qualche bicchiere di Sangiovese, donna Ilenia, sentite tre note, si lancia nel suo canto libero. Momenti di grande televisione. 



09. Abide - Fleur De Lis. Il fatto che trovi giusto uno e un solo video su Youtube mi fa credere di conservare di nascosto sempre lo stesso smalto, la stessa inveterata abitudine, diciamo così, di seguire intuizioni del cazzo originate dal caso e da un'equivalente serie di perché e di perché no. Ricordo bene di aver conosciuto questo gruppo post-rock in modo molto singolare. Era un filmato su Repubblica, un timelapse di un treno scandinavo o qualcosa del genere che collegava paesi sperduti in mezzo ai ghiacci. Lancio Shazam che mi trova il gruppo e, perfetto, decido di scaricare ogni cosa che abbiano suonato fin dalle recite alle elementari. Trovo una mazza: solo tre canzoni. Vabbè, saranno anche solo tre canzoni, ma Dio benedica 'sti ragazzi!



10. Disperato Erotico Stomp - Lucio Dalla. In Gran Bretagna esiste un termine intrigante che ben definisce il sentimento che si prova quando, all'improvviso, si schiude un mondo pieno di sorprese che, prima di quel momento, erano sempre rimaste nascoste (e non sto parlando della difesa del Milan): "disclosure". Disperato Erotico Stomp è stata, con tutti i crismi del caso, la mia ultima, nonché una delle mie più belle, disclosure. Mi rammenta tanti dei viaggi fatti quest'estate e la scoperta costante, tramite un ascolto via via sempre più attento, di tutti i dettagli della canzone. Il fatto che non abbia una struttura classica (uno non ci pensa ma è priva di strofe e ritornello), il magistrale e magnetico tema di basso, le continue metafore che alimentano la storia, "A Berlino ci son staco Bonetti, era un po' triste molto grande"

La cosa eccezionale, dammi retta, è essere normale


11. Get lucky (live) - Pharrell Williams Daft Punk ft Stevie Wonder. God bless this mess! I presupposti di base sono che ho sempre adorato i Daft Punk e mi piace Pharrell. Non appena uscita Get Lucky sono andato via di testa: l'ho eletta mio domicilio musicale per almeno cinque mesi. Poi un po' il non-video, un po' il mistero che da sempre accompagna il duo francese, un po'  la voce soft porno di Pharrell, un po' la chitarra funky, insomma, s'era innestata tutta una chimica che mi ha completamente e bellamente rapito. Quest'anno m'imbatto in questo video e ciao, ma ciao proprio. Pharrell che "non bada troppo allo stile" tanto la sezione ritmica fa definizione da sola, Stevie Wonder che interpreta perfettamente il detto modenese:"Pochi ciacri, bel zog", i DP che servono in tavola le specialità della casa e Katy Perry che nella sua testa ha tutt'altra musica rispetto a quella che stanno suonando e immagina d'essere Rocky. Signori, chapeau; per tutto il resto c’è Villach.

Era una vita e mezzo che cercavo un motivo per pubblicare questo video


12. Rock Your Baby - George McRae. Di questa ho già lungamente dibattuto qui. E comunque c'è poco da aggiungere davanti ad uno scamiciato di tale posta.

13- Sexual Healing - 8 Hot brass band. Gemella eterozigota di RYB; dove è l'una dev'essere anche l'altra.



14- My girl - Madness. Violante Placido mi ha sempre fatto vento e, beh, accade che gira una miniserie su Moana Pozzi e, così per scherzo (ma mia tént), decido di seguirla. Tuttavia, la cosa che più mi colpisce è l'azzeccatissima colonna sonora. PIL e Madness su tutti, ma fuori i secondi per il becerume del suono e il grezzume del canto. Esistono canzoni che sembrano nate al primo colpo, con il chitarrista che indovina tre accordi, basso e batteria che stanno sul pezzo e cantante che, bariago zucco, sbiascica parole a caso. Credo che questa canzone sia nata pressapoco così. 



15.  Come together - Echosmith. Certe canzoni hanno solamente il pregio di essere ascoltate nel momento giusto. E se il momento giusto sono i tre giorni prima delle ferie, diventano capolavori imprescindibili della musica moderna, indipendentemente che la reciprocità del rapporto non duri più di una sveltina.



16. At my most beautiful - REM.  In uno dei miei migliori articoli avevo scritto d'essere arrivato ad un punto della mia vita in cui m'erano venuti a piacere i REM e non "tanto per", che una Losing my religion la conosciamo tutti, Everybody Hurts l'abbiamo ascoltata mille volte, ma per davvero, daboun mia da burla Volevo approfondire l'amicizia e, se possibile andare un po' più in là. Per cui ho guardato cosa avevo tra le mie cartelle "musica" e non ho trovato che "discografia", che notoriamente vuol dire tutto e n vuol dire niente. Poi, più per curiosità che altro, ho cercato negli scaffali dei cd e ho trovato l’originale di UP. Tutto può essere successo ma non che l'abbia comprato io. 
Chissà come è arrivato lì? 
Chi me lo avrà regalato? 
E, soprattutto, è mio? 
Comunque sia, col tempo, è maturato. 
La mia professoressa di Filosofia (e in questa occasione sarebbe meglio dire "la nostra") diceva che esistono libri, canzoni o quadri che semplicemente non siamo in grado di apprezzare se non col tempo. Per fortuna o purtroppo è davvero così.



17. National - Graceless. Come scritto qui, a Dublino capita una delle mie più belle cose mai successe, ovvero a distanza di tre metri dal nostro albergo suonano i National. Ovviamente il Fabione internazionale me li irride, pensando che siano il classico gruppo che solo io posso ascoltare e non sa che se trovassi un bagarino con anche solo un biglietto sarei disposto a pagarglielo una tombola pur di entrare... Di bello c'è che poi scarica tre o quattro canzoni che accompagnano i nostri viaggi. Una di queste è Graceless. O per lo meno a me piace ricordarla così



18. Gotta get away - Black Keys.  Diciamo così: i cinque minuti di recupero dell'ultima canzone me li gioco così, anche se non sono cinque e anche se non c'è niente da recuperare.



Magari ci vedo segni e congiunture astrali solo io ma qualche giorno fa un ragazzo che conosco ha pubblicato una foto della sua maglietta su cui era scritto: DISPERATO EROTICO STOFF. Game, set and match, perché selezionare così pochi pezzi a fronte di emozioni tanto grandi è un'operazione disperata, snervante, quasi stancante (stoff). Allo stesso tempo però è bellissimo e, senza nemmeno sforzarsi c'è stato anche qualcosa di erotico.
Gli ho chiesto l’autorizzazione a intitolare articolo e compilation proprio così e lui, molto gentilmente, ha accettato.

Un grande grazie a Francesco Zeno Boni per avermi concesso l'uso della foto e l'imbeccata per il titolo

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